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by Michele Dicuonzo, published on Sensorium.it ... A peculiarity of MarryAnn is in rejuvenating those (nevertheless fascinating) cosmic and sometimes to much long-winded and auto-indulgent behaves, with the intent to offer a more firm and easily digestible kind of music. The music from this album appears lively and brilliant, at the moments also danceable: in other words full of life (text in Italian)....
MarryAnn é un misterioso artista di base in Slovenia che produce la sua musica in proprio occupandosi personalmente della promozione. I contenuti di questa sua nuova opera rimandano direttamente all'elettronica dei seventies, pur privilegiando arrangiamenti decisamente attuali: non a caso, "The Harmony of the Ecstasy" suona in guisa eccellente, forte com'é di una produzione vivida e cristallina. In termini di mere influenze, i precursori da tenere in debito conto sono i 'classici' Jean-Michel Jarre e Vangelis, ma anche gli antesignani riconosciuti dei 'corrieri cosmici' teutonici, ovvero Tangerine Dream e Klaus Schulze. La peculiaritŕ di MarryAnn sta nello 'svecchiare' quelle (comunque fascinose) derive cosmiche, talvolta eccessivamente prolisse ed auto-indulgenti, nell'intento di approdare ad un formato piů compatto e digeribile, ma non meno coinvolgente. La musica contenuta nei solchi di questo album risulta vivace e brillante, a tratti persino danzabile: in altri termini, piena di vita. Si ascoltino al proposito l'opener "Life Escape", "Phoenix" o l'altrettanto valida "Revelations": seppure in un registro programmaticamente strumentale, le varie composizioni conservano una dinamica piuttosto intrigante, tale da privilegiare in ogni caso un approccio 'pop'. Non siamo lontani, per certi versi, da talune intuizioni (quelle piů 'easy-listening') degli albionici Plaid. Superfluo aggiungere che trattasi di una proposta estremamente godibile, specie se siete appassionati di sintetizzatori ed atmosfere 'spaziali'. Scaricate gratuitamente qualche brano dal sito dell'artista per averne la riprova. |